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in evidence:

Crea sito // =6&&document.compatMode!='CSS1Compat')) { this.iframe.style.width = document.body.clientWidth+'px'; this.crea.style.left=(document.body.clientWidth-101)+'px'; if(--this.count>0)setTimeout('AVToolbar.resize()',250); return } else if (this.msie==6) w = document.documentElement.clientWidth-1; else w = document.documentElement.clientWidth; } else { for(s in this.s)w+=this.style(this.b,this.s[s]); } if(this.lw!=w) { this.iframe.style.left=(-this.style(this.b,'borderLeftWidth')-this.style(this.b,'marginLeft'))+'px'; this.crea.style.right=(-this.style(this.b,'borderRightWidth')-this.style(this.b,'marginRight'))+'px'; this.iframe.style.width=w+'px'; this.lw=w; } if(--this.count>0)setTimeout('AVToolbar.resize()',250); }, style: function(el,pr,m) { // Passare le proprieta` CSS col nome javascript-like (es. marginLeft) var v; if(!el)return 0; if (document.defaultView&&document.defaultView.getComputedStyle)v=document.defaultView.getComputedStyle(el,null)[pr]; else if(el.currentStyle)v=el.currentStyle[pr]; else v=el.style[pr]; return(m?v:this.parse(v)); }, init: function() { this.crea=document.getElementById('av_toolbar_regdiv'); if((window.parent!=window&&typeof(av_toolbar_force)=='undefined'&&window.name!='XYZZY2')||typeof(av_toolbar_off)!='undefined'){this.crea.style.display='none';return} var b,c=0,i,my,u,p; this.b=document.getElementsByTagName('body')[0]; if (i=navigator.userAgent.match(/MSIE (\d+)/))this.msie=i[1]; if (this.msie&&document.compatMode!='CSS1Compat') { document.write(''); this.crea.style.top=my=0; } else { this.b.style.position='relative'; this.b.style.paddingTop=(this.style(this.b,'marginTop')+this.style(this.b,'paddingTop'))+'px'; this.b.style.marginTop='32px'; var bpym, bpyv, bpy; if (this.msie) { bpy=this.style(this.b,'backgroundPositionY',true); if(bpy&&(bpyv=bpy.match(/^(\d+)px$/))&&(bpyv[1]==0))this.b.style.backgroundPositionY=(parseInt(bpyv[1])+32)+'px'; } else if (navigator.userAgent.search(/Firefox/)>=0) { bpy=this.style(this.b,'backgroundPosition',true); if(bpy&&(bpym=bpy.match(/^([\w%]+) ([\w%]+)$/))&&(bpyv=bpym[2].match(/^(\d+)(px|%)$/))&&(bpyv[1]==0))this.b.style.backgroundPosition=bpym[1]+' '+(parseInt(bpyv[1])+32)+'px'; } this.b.style.paddingLeft=(this.style(this.b,'marginLeft')+this.style(this.b,'paddingLeft'))+'px'; this.b.style.paddingRight=(this.style(this.b,'marginRight')+this.style(this.b,'paddingRight'))+'px'; this.b.style.marginLeft=this.b.style.marginRight=0; if (navigator.userAgent.search(/Opera/)>-1&&document.compatMode!='CSS1Compat')my=this.crea.style.top='-32px'; else my=this.crea.style.top=(-this.style(this.b,'borderTopWidth')-32)+'px'; } if (u=document.location.host.match(/([a-zA-Z0-9]+)\.altervista\.org$/)){ u=u[1]; for(i=0;i .: Informatica – Now You Know :. Assistenza Tecnica Informatica – Roberto Maiorca Home Chi sono Licenza Forum Linux Day 2008 Pubblicità psyBNC Hosting lug 04 Google è davvero attenta alla sicurezza degli utenti? Sicurezza Nessun Commento » Si pensa a Google come a una società attenta alla sicurezza dei servizi e delle applicazioni fornite. Ma non sembrerebbe proprio così, almeno a giudicare da quanto ci è stato raccontato da Emanuele Gentili in una lunga chiacchierata. Il ricercatore di sicurezza italiano negli scorsi mesi ha intrattenuto un fitto scambio di email con il Security Team di Google, segnalando moltissime vulnerabilità in servizi come Google Docs, iGoogle e addirittura Google.com. Per i servizi citati si parla di PDF infetti caricati e utilizzati come vettore per eseguire da remoto exploit su una macchina vittima, widget fraudolenti, open redirect e XSS. Non solo i servizi più popolari sono stati il bersaglio di Gentili, anche su Chrome e Google Earth âemgentâ (questo il nick su Twitter del ricercatore) ha individuato seri bachi di sicurezza. Fin qui sarebbe tutto da considerarsi ânormaleâ, è nella natura dei software avere bug, anche seri. Non proprio ânormaliâ, soprattutto trattandosi di Google, le risposte ricevute a seguito della segnalazione di security bug. In qualche caso, spiega Gentili, il Security Team di Google ha dato risposte che hanno sfiorato il ridicolo, con frasi del tipo: Si, è vero, è un bug, ma non sappiamo come patchare.. hai qualche suggerimento? In altri casi invece le risposte ai bug di sicurezza segnalati da âemgentâ non hanno trovato risposta per mesi. Ad esempio, la segnalazione della possibilità di caricare widget âmalevoliâ su iGoogle è rimasta per mesi nella mailbox degli ingegneri di Google, nonostante il pericolo fosse ben documentato anche grazie a un video realizzato da Gentili su Vimeo. Tutte le segnalazioni fatte sono state inviate in responsible disclosure, e dunque nessuna delle vulnerabilità riscontrate è attualmente diffusa âin the wildâ, ma il pericolo, stando alle parole del ricercatore italiano, sarebbe molto serio. La domanda del titolo rimane valida: Google è davvero una società attenta alla sicurezza degli utenti? Leggi il resto dell'articolo..Termini legati all'articolo: Scritto da Roberto Maiorca apr 10 Email dannose su Facebook, a rischio 350.000 utenti nel mondo Sicurezza Nessun Commento » Da martedì è in corso un nuovo attacco da parte degli hacker mirato al popolarissimo social network Facebook. A rischio, secondo McAfee, ben 350.000 utenti, tra i quali sicuramente i meno avvezzi al mondo dellâinformatica, che potrebbero cadere nel tranello teso. Destinato maggiormente a Europa, Stati Uniti e Asia, lâattacco avviene tramite una semplicissima email, nella quale vi è scritto che per motivi di sicurezza, la propria password è stata cambiata ed è possibile trovare le nuove credenziali per lâaccesso al social network aprendo il documento in allegato. Come è possibile aspettarsi, aprendo lâallegato vengono messi a serio rischio i dati sensibili e le informazioni personali dellâutente, attraverso lâinstallazione nel sistema operativo di alcuni software che vanno a rubare le password. I danni provocati dallâapertura del file in questione non si fermano qui. Secondo quanto ha reso noto McAfee, infatti, oltre al furto dei dati vengono installati nel computer alcuni malware. Il consiglio è di cancellare qualsiasi email che contenga istruzioni per cambiare la password, in quanto dal social network unâazione simile non verrà mai chiesta. Chiaramente, senza dimenticarsi di avvertire gli amici meno esperti. Leggi il resto dell'articolo..Termini legati all'articolo: Scritto da Roberto Maiorca feb 23 La sicurezza delle reti aziendali ai tempi di Facebook Sicurezza Nessun Commento » Qualche mese fa, IBM ha promosso un progetto al fine di esplorare il tema della sicurezza informatica in seguito alla diffusione esponenziale dei social network, Facebook in particolare, e alla loro introduzione in azienda. Lo scopo è di delineare il panorama in cui le aziende si muovono e di rispondere a domande come: come viene affrontato questo tema in azienda? Come si dovrebbero adeguare le strutture aziendali? Come si proteggono privacy e dati aziendali? Il progetto si basava su un wiki pubblico dal nome âLa sicurezza delle reti aziendali ai tempi di Facebookâ, dove esperti di sicurezza hanno contribuito alla discussione, il tutto coordinato dal dott. Roberto Marmo, consulente informatico e professore a contratto di informatica presso la Facoltà di Ingegneria della Università di Pavia e Facoltà Scienze MM.FF.NN. (Università Insubria – Como). Tutti i contributi pubblicati, insieme alle discussioni emerse durante lâevento, sono stati raccolti e pubblicati in un documento elettronico, rilasciato da IBM sotto licenza Creative Commons. Alcuni spunti sono stati discussi allâevento IBM Security Day 2009. Il documento è disponibile in formato PDF su Pbworks.com oppure su Scribd.com, mentre su Slideshare si trova una breve presentazione. Leggi il resto dell'articolo..Termini legati all'articolo: Scritto da Roberto Maiorca dic 30 Windows 7 Peccati: Le motivazioni contro Microsoft ed il software proprietario Microsoft Nessun Commento » La nuova versione del sistema operativo Microsoft, Windows 7, ha lo stesso problema che Vista, XP e tutte le versioni precedenti hanno avuto: è software proprietario. Gli utenti non hanno il permesso di condividere, modificare o esaminare come funzioni internamente il software Windows. Il fatto che Windows 7 sia proprietario significa che Microsoft impone il proprio controllo legale sugli utenti attraverso una combinazione di copyright, contratti e brevetti. Microsoft utilizza questo potere per abusare degli utenti dei computer. Su windows7sins.org, la Free Software Foundation elenca sette esempi di abusi commessi da Microsoft. 1. Avvelenamento dell’Istruzione: Oggi, a gran parte dei bambini la cui educazione comprende l’uso dei computer, vengono insegnati solo i prodotti di una azienda: Microsoft. Microsoft spende ingenti capitali in marketing ed azioni dirette ad ottenere il supporto degli organismi che si occupano di istruzione. Nell’istruzione si dovrebbero utilizzare le possibilità offerte dai computer come strumento di libertà e miglioramento personale, non un luogo dove un’azienda può creare il proprio monopolio. 2. Invasione della Privacy: Microsoft usa software con nomi ingannevoli, tipo Windows Genuine Advantage, per inspezionare il contenuto sugli hard disk degli utenti. Nella licenza d’uso che gli utenti devono accettare prima di usare Windows avverte che Microsoft otterrà il diritto di fare ciò senza ulteriori notifiche. 3. Comportamento monopolistico: Praticamente tutti i computer acquistati hanno Windows pre-installato, ma non per scelta. Microsoft detta i requisiti ai produttori hardware che non offriranno PC senza Windows installato, nonostante molte persone chiedano ciò. Persino i computer disponibili con altri sistemi operativi, come GNU/Linux, spesso avevano Windows installato per primo. 4. Lock-in: Microsoft tenta con regolarità di forzare i propri utenti all’aggiornamento: togliendo il supporto alle vecchie versioni di Windows ed Office e inflazionando i requisiti hardware. Per molte persone, questo significa dover buttar via computer funzionanti solo perchè non soddisfano i requisiti non necessari delle nuove versioni di Windows. 5. Abuso degli Standard: Microsoft ha cercato di bloccare la standardizzazione libera dei formati per documenti, in quanto standard come OpenDocument minaccerebbero il controllo che possiedono sugli utenti tramite i formati Word proprietari. Si sono impegnati in comportamenti vili, inclusa la corruzione di funzionari, nel tentativo di fermare questi sforzi. 6. Attuazione del Digital Restrictions Management (DRM): Con Windows Media Player, Microsoft lavora in accordo con le grosse aziende mediatiche per inserire limiti alla copia e riproduzione di formati multimediali nei loro sistemi operativi. Per esempio, su richiesta di NBC, Microsoft è stata in grado di impedire agli utenti Windows di registrare show televisivi di cui avrebbero avuto diritto legale a registrare. 7. Minaccia alla Sicurezza degli Utenti: Windows ha una lunga storia di vulnerabilità di sicurezza che hanno permesso la diffusione di virus e che utenti remoti abbiano preso il controllo dei computer della gente per utilizzarli come botnet per l’invio di spam. Dato che il software è segreto, tutti gli utenti dipendono solo da Microsoft per la risoluzione di questi problemi. Ma Microsoft ha cari i propri interessi di sicurezza, non quelli dei suoi utenti. Puoi aiutare! I sistemi operativi basati sul software libero, come GNU/Linux, possono fare le stesse cose di Windows ma incoraggiano gli utenti a condividere, modificare e studiare il software quanto vogliano. Ciò rende l’utilizzo dei sistemi operativi basati sul software libero il modo migliore per sfuggire a Microsoft e evitare di essere vittima di questi sette peccati. I Software e i computers avranno sempre problemi ma, usando il software libero, gli utenti e le loro comunità hanno la capacità di risolvere i problemi da soli e tra loro. Leggi il resto dell'articolo..Termini legati all'articolo: Scritto da Roberto Maiorca ott 24 Facebook e i furti di identità Sicurezza Nessun Commento » In Australia ha avuto luogo un importante incontro di esperti internazionali che hanno preso in considerazione la questione del furto dâidentità legato allo sviluppo delle tecnologie innovative. Nel corso del meeting sono emersi dati significativi, che puntano il dito in particolare contro Facebook. Il popolare social network sarebbe infatti un vero e proprio spazio che consentirebbe ai truffatori di ricavare informazioni utili per il furto di identità. Il nome, la data di nascita e altre informazioni che apparentemente sembrano non suscettibili ad alcun rischio, avvertono gli esperti, si prestano molto bene ad essere utilizzate per creare falsi profili. Questi ultimi vengono poi usati per procedere ad azioni illecite, comprese quelle che vengono compiute ai danni del conto corrente di ignari utenti. La quantità di dati che i malintenzionati possono ricavare dai social network desta una certa preoccupazione, ha dichiarato Ian Stewart, commissario per le operazioni speciali della polizia del Queensland. Allâincontro nella Gold Coast in Australia ha preso parte anche la polizia della Romania. à proprio la Romania che costituirebbe una sorta di base internazionale per lo skimming, sistema di clonazioni delle carte di credito, che tra lâaltro è ritenuto in forte aumento. Leggi il resto dell'articolo..Termini legati all'articolo: Scritto da Roberto Maiorca giu 24 Pericolosa falla XSS su www.emilbanca.it Scoperte Mie 1 Commento » Un risalve a tutti. E’ da tempo che non pubblico articoli a causa degli orari di lavoro e di altri svariati impegni. Sono lieto nuovamente di pubblicare una scoperta che coinvolge la sicurezza di una nota banca. Si tratta ancora di una falla di tipo XSS ossia una tecnica di attacco che forza un sito web a ripetere codice eseguibile aggiuntivo caricato in un browser da un qualsiasi utente. Questo codice è solitamente scritto in  HTML/Javascript ma può anche estendersi a VBScript, ActiveX, Java, Flash e qualsiasi tecnologia supportata dai browser. Quando un utente malintenzionato esegue il proprio codice sul browser, il codice sarà eseguito nel security-context (o zona) relativo allâhosting del sito web. Con questo livello di privilegio, il codice ha la capacità di leggere, modificare e trasmettere eventuali dati sensibili accessibili dal browser. Un utente vulnerabile a XSS potrebbe trovarsi il suo conto rubato (furto di cookie), il suo browser potrebbe essere reindirizzato altrove o eventualmente avere una frode dei propri dati attraverso il sito web che sta visitando. Essenzialmente,un attacco XSS compromette la âfiduciaâ tra un utente ed il sito web in questione. La situazione è molto preoccupante se questa fattispecie di vulnerabilità colpisce un sito bancario. Stabilito un contatto con il titolare di EmilBanca resto in attesa di una gentile risposta per l’eventuale correzione di questo pericolosissimo bug. (clicca sulla foto per ingrandire) Leggi il resto dell'articolo..Termini legati all'articolo: Scritto da Roberto Maiorca giu 17 Pericolosa vulnerabilità nelle DirectX di Microsoft Sicurezza Nessun Commento » Gli esperti di sicurezza di Microsoft stanno effettuando delle indagini su una vulnerabilità che interessa la tecnologia DirectX, utilizzata nei sistemi operativi dellâazienda di Redmond per migliorare la gestione dei software che utilizzano costantemente flussi audio e video. Da quanto è possibile leggere sul report diffuso dalla stessa società, questa falla è sfruttata da alcuni hacker che utilizzano del codice malevolo veicolandolo da remoto tramite dei video di QuickTime. La vulnerabilità agisce in particolare nel parser che gestisce i contenuti multimediali di QuickTime della tecnologia DirectShow di Microsoft, che nelle DirectX gestisce le fonti di acquisizione audio e video, la modifica dei contenuti e il rendering dei flussi multimediali. Il problema può causare danni molto gravi, perché permetterebbe a dei malintenzionati di eseguire da remoto codice malevolo con i diritti di amministrazione. Microsoft ha comunicato attraverso il suo advisory che sarebbe opportuno, anche se il problema non riguarda in modo specifico un software per la navigazione su internet, disabilitare eventuali plugin del browser per la riproduzione o la gestione di contenuti multimediali. Comunque sembra che non siano vulnerabili i sistemi Windows Vista e Server 2008, mentre sono sicuramente, da quello che risulta dalle prime indagini, in pericolo Windows 2000 Service Pack 4, Windows XP e Windows Server 2003. Si possono avere delle informazioni dettagliate su come risolvere il problema, in attesa di una patch di sicurezza che sarà diffusa da Microsoft, consultando il bollettino su TechNet Leggi il resto dell'articolo..Termini legati all'articolo: Scritto da Roberto Maiorca mag 17 Facebook: pericolo phishing dai domini con estensione .im Phishing Nessun Commento » Attenzione ad ogni singolo click sulle pagine di Facebook, un semplice test o la navigazione tra i profili degli amici potrebbero costare cari. Nelle ultime ore si sono moltiplicate le segnalazioni riguardanti link e applicazioni che puntano a domini con estensione.im (il primo identificato e già bloccato dai gestori del social network è stato Ponbon.im), potenzialmente in grado di corrompere un account e prenderne il possesso, al fine di estendere la minaccia a macchia dâolio. Un attacco singolare, ma a quanto pare molto efficace, che sfrutta le informazioni registrate nei cookie del proprio browser. Come sempre, per fronteggiare situazioni di questo tipo, il comportamento migliore è quello di evitare lâapertura di pagine o collegamenti sospetti, non fornire le informazioni relative ai propri dati dâaccesso a siti esterni a Facebook e tenere aggiornati il proprio browser, lâantivirus e il sistema operativo. Nel caso si notasse qualcosa di anomalo o si sospettasse di essere caduti nella trappola, è consigliato eliminare immediatamente i cookie e cambiare la propria password. Leggi il resto dell'articolo..Termini legati all'articolo: Scritto da Roberto Maiorca apr 28 Finjan: scoperta una botnet da 1,9 milioni di computer Sicurezza Nessun Commento » Finjan ha comunicato di aver scoperto una vastissima rete botnet composta da 1,9 milioni di computer sparsi in tutto il mondo, che comprende anche diverse macchine facenti parte delle reti del governo del Regno Unito e degli Stati Uniti. Lâintroduzione allâinterno di questa rete di computer avviene in modo del tutto simile a ciò che avviene sempre in questi casi. Si scarica un malware attraverso la visita ad alcuni siti Web. Il malware poi costringe lâutente a visitare una pagina infetta che permetterà il download e lâinstallazione del malware vero e proprio, che sarà la porta dâaccesso alla botnet. Attualmente si sa poco su quali istituzioni siano state colpite da questa pericolosa vicenda. Quel che è certo è che del gruppo fanno parte uffici e istituzioni di molti Paesi del mondo. Oltre agli USA e al Regno Unito infatti ci sarebbero macchine importanti situate in Canada, Francia e Germania. In ogni caso sembra chiaro che siano colpiti da questo pericolo 77 Stati, che sono stati tutti avvisati da Finjan. Le indagini intanto sono già iniziate e si cerca di trovare i colpevoli che gestiscono la botnet. Secondo Finjan si tratterebbe di sei persone residenti in Ucraina. Leggi il resto dell'articolo..Termini legati all'articolo: Scritto da Roberto Maiorca mar 23 F-Secure: i dati di una ricerca sulla sicurezza online Sicurezza Nessun Commento » F-Secure ha condotto recentemente una ricerca in diversi Paesi del mondo, rivolta a scoprire di quali aspetti si fidano i navigatori riguardo alle operazioni bancarie e alle transazioni effettuate completamente sulla rete. Sono emersi dati davvero interessanti, che riescono a far capire bene le differenze fra i vari Stati presi in esame e che fanno riflettere molto se rapportati alla crescente diffusione dei casi di truffe dovute a fenomeni di phishing su scala mondiale. Lo studio è stato condotto in Italia, Francia, Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, India e Hong Kong, attraverso unâintervista che ha visto impegnati circa 2000 navigatori in una fascia di età compresa tra i 20 e i 40 anni. La situazione italiana è molto particolare, dato che si evidenzia un netto miglioramento nella fiducia rivolta ai sistemi di conto corrente online. La gran parte degli intervistati è convinta di essere pienamente al sicuro da problemi di truffe online, perché ne è a conoscenza e presta molta attenzione. In opposizione a questi dati arrivano però quelli relativi allâutilizzo di carte di credito per fare acquisti su Internet. In questo caso la percentuale di chi si fida di questo sistema si abbassa di molto, rivelando unâinsicurezza e una vera e propria preoccupazione verso sistemi di acquisto di questo genere. Inutile dire che la maggior parte dei genitori intervistati (45%) si è ritenuta molto preoccupata per le navigazioni online dei propri figli, a causa dei rischi che potrebbero correre per la visione di contenuti poco appropriati alla loro età e per le conoscenze poco raccomandabili che potrebbero effettuare sulla rete. Leggi il resto dell'articolo..Termini legati all'articolo: Scritto da Roberto Maiorca Articoli precedenti Newsletter Sponsor href="http://www.bidvertiser.com">internet marketing Chi c'é online2 visitatori online2 ospiti, 0 membriFornito da Visitor MapsShare Files Community Visitatori Feedjit Live Blog Stats Calendario luglio: 2010 L M M G V S D « apr      1234 567891011 12131415161718 19202122232425 262728293031   Meta Registrati Collegati Voce RSS RSS dei commenti WordPress.org RSS: Punto Informatico Pagine Chi sono Forum Licenza Linux Day 2008 psyBNC Hosting Pubblicità Archivi luglio 2010 aprile 2010 febbraio 2010 dicembre 2009 ottobre 2009 giugno 2009 maggio 2009 aprile 2009 marzo 2009 gennaio 2009 novembre 2008 ottobre 2008 agosto 2008 maggio 2008 aprile 2008 marzo 2008 febbraio 2008 gennaio 2008 dicembre 2007 novembre 2007 ottobre 2007 settembre 2007 agosto 2007 luglio 2007 Commenti recentiEmil Banca Credito Cooperativo su Pericolosa falla XSS su www.emilbanca.itCassa Di Risparmio su Falla SQL Injection su Cassa di Risparmio di Volterra Spafilippo su Poste.it – Siete il vincitore di un bonus dellâ25 euro. E’ una truffa!Blackstorm su Firefox riscopre una vecchia fallaCategorie Microsoft Phishing Scoperte Mie Sicurezza Windows Live Messenger Articoli recenti Google è davvero attenta alla sicurezza degli utenti? 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